Un blog-progetto per pubblicizzare un laboratorio di ricerca sul Brigantaggio meridionale (e non solo).

Eccomi

Utente: donmilani2008
Nome: Lorenzo Milani
Una classe di briganti impegnati in un progetto.

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"Risorgimento" italiano: Questione meridionale
'O brigante
1860 il ruolo dell'Inghilterra
60 anni di sana e robusta Costituzione
60° anniversario della Costituzione Italiana
60° Anniversario della Costituzione Italiana (video accompagnato da "Viva l'Italia", canzone di Francesco De Gregori)
60° anniversario della Costituzione Italiana: più che una festa, è un "compleanno amaro"
A Massimo Troisi - poesia di Roberto Benigni
Almamegretta & Pino Daniele - Sanacore
Almamegretta - Fattallà
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Almamegretta - Sud
Articolo 21 della Costituzione Italiana
Banda Bassotti - Fischia il vento
Banda Bassotti - Stalingrado
Bibliografia sul Brigantaggio
Breante
Brigantaggio in Alta Irpinia
Brigantaggio in Basilicata
Brigantaggio in Irpinia
Brigantaggio in Irpinia e nel Sannio
Brigantaggio in provincia di Benevento
Brigantaggio Lucano
Brigantaggio meridionale - 1^ parte
Brigantaggio meridionale - 2^ parte
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Brigante per amore!
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Brigantesse e briganti: l'ultimo brigante ucciso nel 1873?
Briganti
Briganti - Gruppo combat folk
Briganti - Libreria San Giorgio
Briganti contro il Risorgimento
Briganti e brigantesse
Briganti in Lucania
Briganti: Maria Oliviero - Fenestrelle il lager dei Savoia
Buon compleanno...Costituzione!
Canzoni contro la guerra - Brigante se more
Carmelo Parrinelli - In onore dei briganti
Carmine Crocco (il sito del brigante rionerese)
Che cosa resta della nostra Costituzione
Comunità Proletarie Resistenti
Costituzione della Repubblica Italiana
Costituzione della Repubblica Italiana (testo integrale)
Costituzione e spirito repubblicano
Costituzione. La Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani, per tutti
Cronologia di due massacri
Edizione plurilingue in formato "pdf" della Costituzione della Repubblica Italiana.
Edoardo Bennato - L'isola che non c'è
Enzo Avitabile & Bottari - Children Are Create Equal
Enzo Avitabile & i Bottari - 'Omunnosemove
Enzo Avitabile & i Bottari - Abball'cu me
Enzo Avitabile & i Bottari - Salvamm 'o munn'
Enzo Avitabile & i Bottari - Womad
Enzo Avitabile - Primo maggio 2006
Enzo Avitabile, Tullio De Piscopo & James Senese - Soul Express
Esecuzione di un brigante
Eugenio Bennato - Brigante se more
Eugenio Bennato - Che il Mediterraneo sia
Eugenio Bennato - Grande Sud
Eugenio Bennato - Musica Nova - Brigante Se More
Eugenio Bennato - Sponda Sud
GattoMatto
Giù le mani dalla Costituzione!
Hanno scritto...
I Briganti
I Falsi Plebisciti (1860) Il Gattopardo
I nostri bisnonni briganti
I primi sessant'anni della Costituzione Italiana
I Savoia e il Massacro del Sud
Il brigantaggio
Il Brigantaggio postunitario
Il Brigantaggio: la guerra sociale dei contadini meridionali
Il brigante Pagliuchella
Il Filmato dei Briganti
Il Portale del Sud
Indiani d'America e Briganti
Indiani d'America e briganti meridionali
Indice della Costituzione Italiana
Inno Nazionale del Regno delle Due Sicilie - Paisiello
Intervista a Massimo Troisi
Irpini - Wikipedia
La «questione meridionale» nasce con la conquista del Sud
La colonizzazione dura da 146 anni
La Costituzione commentata da Rodotà
La Costituzione dimenticata
La Costituzione italiana - Video lezione
La Costituzione Italiana in chiave umoristica
La Costituzione italiana nella sua fase contemporanea
La Costituzione Italiana nelle parole di Piero Calamandrei
La Costituzione non esiste più (testimonianza di Leonardo Sciascia)
La Costituzione raccontata ai bambini
La Costituzione spiegata ad alunni di scuola elementare e da questi commentata e riscritta
La nuova centralità della questione meridionale
La più grande rapina della storia
La Questione del Mezzogiorno
La Quistione Meridionale
La razza maledetta
La Smorfia - Dio
La Smorfia - Il Basso
La Smorfia - Il Commissariato
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La Smorfia - Napoli
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L’arretratezza del sud: crimine storico del capitalismo italiano
Le Brigantesse
Le idee cardine della Costituzione italiana
Lettera di un emigrante del Regno delle Due Sicilie
Li chiamarono... briganti - "A Melfi! A Melfi!"
Li chiamarono... briganti - Epilogo con Lina Sastri
Li chiamarono... briganti - Trailer
Massimo Troisi - "Il terremoto del Belice"
Massimo Troisi e Napoli
Massimo Troisi in "Ricomincio da tre" - Giuda
Massimo Troisi in "Ricomincio da tre" - Miracolo! Miracolo!
Massimo Troisi in "Ricomincio da tre" - S. Francesco
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Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu
Rino Gaetano - Metà Africa metà Europa
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Teresa De Sio & Raiz - Tammurriata Nera
Teresa De Sio - 'O Sole Se Ne Va (1980)
Teresa De Sio - A Umma Umma
Teresa De Sio - Ariò (1983)
Teresa De Sio - Brigante e brigantessa...
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mercoledì, 30 aprile 2008
Ultimo post

Bene bene, la laboratorio_multimedialemanifestazione del 23 aprile è finalmente archiviata (meno male!), l'esperienza del laboratorio storico si è ormai conclusa, gli alunni potranno concentrarsi totalmente nello studio e dedicarsi alla preparazione degli esami finali. A proposito, tanti auguri ragazzi! Dunque, anche il blog può chiudere i battenti. E' giunto il momento del commiato finale.saluto
Ci congediamo dai lettori in modo semplice e schietto, senza fronzoli e ornamenti linguistici eccessivi, senza cerimonie To bloginutili e leziose, con l'auspicio e la speranza che le ricerche condotte dagli alunni siano servite a qualcuno di voi ed abbiano offerto la testimonianza concreta di un diverso modoMULTIMEDIALITA di intendere e praticare l'esperienza scolastica. Purché ci si possa  "affrancare" da quei dirigenti e colleghi antipatici e molesti (per non dire peggio, eh eh eh). Un cordiale saluto dai ragazzi, dalle loro insegnanti e dal maestro Lucio Garofalo, che è l'autore e il gestore di questo blog. Alla prossima!

Postato da: donmilani2008 a 18:01 | link | commenti (4)
saluti finali

mercoledì, 09 aprile 2008
Verso la manifestazione del 23 aprile

LA COSTITUZIONE IN... FESTA
 
Da qualche giorno abbiamo sospeso l'aggiornamento del blog per i seguenti motivi. Anzitutto, per consentire agli alunnialunni di dedicarsi adeguatamente anche allo studio delle altre discipline didattiche, che non possono e non devono essere minimamente trascurate. Non bisogna dimenticare che gli alunni sono attesi da una prova assai importante ed impegnativa, vale a dire gli esami finali di terza media.esami
In secondo luogo, 60_costituzioneper organizzare nel miglior modo possibile l'iniziativa prevista in prossimità del 25 aprile, riservata al 60° anniversario della Costituzione italiana. Abbiamo immaginato di allestire una sorta di "Festa della Costituzione" (si badi bene: non una "Festa alla Costituzione" che qualcun altro intende preparare) scevra di qualsiasi contenuto o carattere retorico-celebrativo. Per offrire un'idea sommaria dell'iniziativa abbiamo pensato di mettere sul blog il Programma della manifestazione.
 

DAL BRIGANTAGGIO ALLA COSTITUZIONE IN...FESTAcostituzione_repubblicana

Mostra  confronto-dibattito  esperienze vissute

23 aprile 2008

Programma

Mattina

Ore 9,30 apertura  della costituzione_italianamanifestazione e saluti agli Ospiti

Ore 9,45 illustrazione  dell’attività del Laboratorio Storico “Dal brigantaggio alla Costituzione in…festa” a cura del Coordinatore

Ore 10,00 costituzione.2“Promuoviamo la Costituzione: proposte di riflessione su articoli scelti dagli alunni delle classi  3^A e 3^B  e confronto con gli Ospiti               

Ore 11,00  Testimonianze degli anziani 

Pomeriggio

Ore 16,00 Apertura al pubblico della briganti_e_brigantesseMostra “IL  BRIGANTAGGIO, LE BRIGANTESSE”

Blog Immagini Documenti

Ore 17,00  La SCUOLA  in…MUSICA": un CORO per raccontare la Storia

Postato da: donmilani2008 a 15:41 | link | commenti (3)
presentazione, i 60 anni della costituzione, educazione alla cittadinanza att

venerdì, 21 marzo 2008
Dal Brigantaggio alla Costituzione italiana in... festa

Una breve introduzione al lavoro degli alunni

Il laboratorio_multimedialeLaboratorio della Memoria prevedeva sin dall'inizio due momenti di studio e di approfondimento storico strettamente connessi tra loro. Il primo aspetto è stato ampiamente ma non ancora esaurientemente indagato, vale a dire il fenomeno (piuttosto controverso) del briganti_brigantesseBrigantaggio post-unitario e la Questione meridionale, che sopravvive ancora oggi. Il secondo momento è quello relativo alla nostra Costituzione, di cui nel 2008 ricorre il 60° anniversario. Il primo periodo è stato dunque riservato allo studio del Brigantaggio, affrontato mediante un approccio di controinformazione storica, tentando di esaminare ed evidenziare in particolare il ruolo (non secondario e non marginale) svolto dalle brigantessebrigantesse, cioé da quelle donne che, per svariate ragioni individuali, abbracciarono la difficile e drammatica esperienza della lotta armata contro l'occupazione militare compiuta dai Piemontesi. Dopo questa fase di ricerca gli alunni hanno avviato lo studio della Costituzione. Qui presentiamo i loro primi,costituzione_repubblicana apprezzabili lavori. Vi invitiamo a commentarli interagendo in modo critico e costruttivo per contribuire ad un eventuale dibattito. Vi chiediamo di fornire spunti utili ad arricchire la riflessione, ma anche a facilitare e sostenere l'encomiabile lavoro di ricerca condotto dai ragazzi. Naturalmente approfittiamo dell'occasione per augurare a tutti una Buona Pasqua e un felice risveglio primaverile.

***

P.S.: segnaliamo che nell'elenco dei link, già da alcuni giorni è possibile rinvenire  interessanti documenti tratti da fonti di varia natura (testi, video, immagini, canzoni, ecc.) costituzione.2dedicati al tema della Resistenza antifascista e della Costituzione. La quale compie 60 anni ma non li dimostra. Infatti, noi crediamo che la nostra Costituzione non abbia affatto bisogno di lifting, non debba essere aggiornata né revisionata, e tanto meno abolita (come sostiene qualcuno), ma deve essere semplicemente e finalmente applicata... Tanti auguri alla nostra Costituzione!

“A PROPOSITO DI COSTITUZIONE”

Punti di vista della 3^A

1) Dallo Statuto Albertino alla Costituzione: caratteristichealunni

Gruppo di ricerca:

Federica Di Giovanni

Francesco Fischetti

Trombino Mariaida

La Costituzione è l'insieme delle regole base che regolano la vita di una nazione (diritti e doveri) e tutte le leggi emanate dopo la Costituzione devono per forza "andare d'accordo con essa".
L'Italia fino all'800 era un insieme di piccoli Stati che solo dopo il Risorgimento vennero unificati (1861) grazie allo Statuto Albertino in un'unica Nazione: l'ITALIA. (Questo è avvenuto sulla carta, n.d.L.G.)schemaStatutoAlbertinoLo Statuto Albertino rimase in vigore fino al 1947 quando fu sostituito, a causa delle gravi lacune palesatesi nel periodo fascista, tramite risultati_referendum_2giugno1946referendum quando gli italiani scelsero la Repubblica in sostituzione della Monarchia. Successivamente fu emanato un altro referendum nel quale gli italiani era chiamati a scegliere i deputati che dovevano formare l'Assemblea Costituente organo al quale fu assemblea_costituentedato l'onore e l'onere di redigere la Costituzione approvata a Roma il 27 Dicembre 1947 da Enrico De Nicola, controfirmatario fu Umberto Terracini, il presidente del Consiglio fu Alcide De Gasperi ed il Guardasigilli fu Giuseppe Grassi. La Costituzione in Italia è entrata in vigore il 1 Gennaio 1948 .firma_costituzione_del_1948La sovranità popolare è il cardine della Costituzione (articolo 1) in quanto viene affermato che è il popolo che sceglie i propri rappresentanti che sono tenuti a governare ed a emanare leggi nell' interesse comune oltre che a nominare organi giuridici e legislativi.
Nella Costituzione italiana viene sancito il art1_suffragio_universale"suffragio universale" che dà il diritto al voto a tutti i cittadini maggiori di 18 anni senza distinzione di sesso, razza, idee politiche, religione e ricchezza.
La Costituzione fa del diritto al lavoro (ad ogni uomo deve essere data la possibilità di lavorare per mantenere una vita dignitosa) uno dei cardini dell'attuale stato Italiano. Il
lavoro è fondamentale per una Nazione, e lo Stato Italiano è tenuto a tutelarlo in tutte le sue forme:

Nella Costituzione sono rafforzati i principi della "dichiarazione dei diritti dell'uomo". Ci invita a essere solidali con gli altri e a denunciare qualsiasi sopruso subito o visto subire da altri.

Nella Costituzione è sancito il uguaglianza_dei_cittadinidiritto di Uguaglianza di tutti i cittadini davanti la legge, ricco o povero che sia. Basti pensare che prima della Costituzione in Italia le donne non avevano diritto al voto e anche il credo religioso o politico era discriminato.

Nella Costituzione sono sanciti anche i diritti per le minoranze etniche presenti nello Stato Italiano. Le popolazioni delle regioni confinanti con gli altri stati hanno il diritto e il dovere di tutelare la loro cultura, la loro lingua sia a livello scolastico sia a livello amministrativo.cartinaMinoranzeItalia

Prima della Costituzione le libertà individuali erano osteggiate, mentre con l'entrata in vigore della stessa queste libertà vengono tutelate. Ognuno dal più potente al più miserabile vede tutelati i propri diritti di libertà_di_espressioneespressione. La Costituzione vieta:

  1. la detenzione, l'ispezione e la perquisizione delle persone tranne nei casi previsti dalla legge;
  2. condanna la violazione di domicilio;
  3. garantisce la corrispondenza e la sua segretezza;
  4. dà la sicurezza al cittadino di potersi muovere liberamente nel suolo italiano ed estero e di soggiornarvi;
  5. tutela il diritto del cittadino di riunirsi in associazioni e di professare liberamenteassociazione la propria religione;
  6. assicura il diritto di poter esprimere le proprie opinioni in tutte le sue forme;
  7. garantisce processi equi a chi è accusato di reati o di poter chiamare in causa coloro che ledono le libertà altrui;
  8. stabilisce che ognuno è responsabile penalmente del proprio comportamento;
  9. garantisce all'imputato che la colpevolezza è accertata solo da una condanna penale.

Naturalmente lo Stato pone delle limitazioni a tali libertà se in possesso di prove certe di illegalità e pericolosità delle azioni di un soggetto.

Altri importanti diritti (sanciti dalla Costituzione) che il cittadino vanta nei confronti dello stato sono:assistenza_sanitaria

  1. la concessione dei servizi pubblici;
  2. l'assistenza sanitaria;
  3. il rilascio dei documenti pubblici.

Il più importante diritto sancito dalla Costituzione è il "diritto elettorale" che può essere attivo o passivo. Questo diritto diritti_elettoralipermette ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti e di candidarsi per essere eletto a rappresentare il popolo stesso.

Nella Costituzione con i diritti esistono naturalmente anche i doveri:

  1. dovere all'istruzione: è un diritto/dovereobbligo_scolastico di frequentare almeno un numero minimo di anni di scuola in quanto solo con l'istruzione i cittadini possono contribuire a migliorare lo stato;
  2. dovere a difendere la Patria;
  3. dovere di contribuire alla spesa pubblica in quanto lo Stato assicura beni e servizi, ma questi costano. E' dovere del cittadino contribuire tramite le tasse a queste spese con la garanzia di proporzionalità in base alle capacità economiche di ognuno;
  4. dovere di fedeltà alla Patria e alle sue leggi.evasione_fiscale

La libertà individuale è garantita solo se c'è libertà politica cioè la possibilità dei cittadini di riunirsi in legalità_vignetta_di_altanPartiti Politici che propongono programmi per amministrare la Nazione.
La Costituzione
riconosce il diritto a formare sindacati che tutelino gli interessi dei lavoratoricipputi e degli imprenditori, vietando qualsiasi forma di accordo economico atto a massimizzare i guadagni a discapito dei diritti dei lavoratori.

La Costituzione Italiana consta di 138 Articoli e 18 Disposizioni finali e transitorie. Ogni articolo esprime un principio rilevante su Politica, Religione, o Cultura.
L' Art. 138 sancisce le modalità per
Revisionare la Costituzione.

 2) I PRINCIPI SU CUI E’ FONDATA LA COSTITUZIONE

Ricerca individuale di GIUSEPPE SANTOLI

Principio personalista

La costituzione_italianaCostituzione coglie la tradizione liberale  nel testo dell'art. 2: in esso infatti si dice che "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo". Questi diritti sono considerati  naturali, non creati giuridicamente dallo Stato ma ad esso preesistenti. Tale interpretazione si ritrova nella parola "riconoscere" che implica la preesistenza di un qualcosa.  

Principio pluralista

È tipico degli stati democratici. Anche  se la Repubblica è dichiarata una ed indivisibile, sono riconosciuti i diritti dell'uomo nelle formazioni sociali (art. 2), la libertà associativa (art. 18), la libertàw_la_libertà delle confessioni religiose (art. 8), dei partiti politici (art. 49) e dei sindacati (art. 39). È riconosciuta anche la libertà delle stesse organizzazioni intermedie, e non solo degli individui che le compongono, in quanto le formazioni sociali meritano un ambito di tutela loro proprio. In ipotesi di contrasto fra il singolo e la formazione sociale cui egli è membro, lo Stato non dovrebbe intervenire. Il singolo, tuttavia, deve essere lasciato libero di uscirne.

Principio lavorista

Ci sono riferimenti già agli artt. 1 e 3. disoccupatiIl lavoro non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale. Non serve ad identificare una classe. È anche un dovere, ed eleva il singolo. Nello stato liberale la proprietà aveva più importanza, mentre il lavoro ne aveva meno. I disoccupati, senza colpa, non devono comunque essere discriminati.

Principio democratico

Già gli altri tre principi sono tipici degli stati democratici, ma ci sono anche altri elementi a caratterizzarli: la predominanza di organi elettivielezioni e rappresentativi; il principio di maggioranza ma con tutela della minoranze (anche politiche); processi decisionali (politici e giudiziari)

Principio di uguaglianza

Come è affermato con chiarezza nell'art. 3, tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (uguaglianza formale) e devono essere in grado di sviluppare pienamente la loro personalità sul piano economico, sociale e culturale (uguaglianza sostanziale)

Principio di tolleranza

Lo vaticanoStato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, sovrani e indipendenti (art.7) e tutte le confessioni religiose, diverse da quella cattolica, sono egualmente libere davanti alla legge (art.8)

Principio di coesistenza pacifica

Come viene sancito all'art. 11, la Repubblica italiana è contraria alla guerra e collabora con gli organismi internazionali per il mantenimento della pace e della giustizia fra le Nazioni.art11

3) La Costituzione italiana vista da un’alunna straniera

 Produzione individuale di Amina el Mejjaty

 

La Costituzione è:costituzione_in_arabo

*la traduzione della parola latina "costitutio";

*una raccolta di principi democratici ;

*uno strumento di difesa per il popolo;

*un documento che tutti possono capire;

*un simbolo della democrazia italiana;

*un bel testo letterario che fa capire al lettore l'idea della "vera democrazia".

Postato da: donmilani2008 a 11:07 | link | commenti (9)
presentazione, controstoria, interventi e riflessioni, i 60 anni della costituzione, educazione alla cittadinanza att

venerdì, 14 marzo 2008
Il film sull'eccidio di Bronte

Bronte - Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato

bronte_cronaca_di_un_massacro

TITOLO ORIGINALE

Idem

REGIA

Florestano Vanciniflorestano_vancini

SOGGETTO

Benedetto Benedetti, Fabio Carpi, Florestano Vancini

SCENEGGIATURA

Nicola Badalucco, Fabio Carpi, Leonida Sciascia, Florestano Vancini

FOTOGRAFIA

Nenad Jovicic (colore)

MUSICA

Egisto Macchi

MONTAGGIO

Roberto Perpignani

INTERPRETI

Ivo Garrani,garrani Mariano Regillo, Ilija Dzuvalenkovsk', Rudolf Kukié

PRODUZIONE

Alfa Cinematografica/RAI/Histria Film

DURATA

109'

ORIGINE

Italia- Jugoslavia, 1972

REPERIBILITA'

Homevideo/Cineteca Pacioli

INDICAZIONE

Triennio

PERCORSI

Risorgimento

Ottocento/Cinema e Storia

TRAMA

Sicilia orientale, 3-10 agosto 1860. Ormai compiuta la liberazione dal dominio borbonico dell'intera Sicilia da parte dei garibaldinigaribaldini, nel catanese scoppia una sanguinosa rivolta contadina contro i latifondisti del posto. A Bronte, nonostante il liberale avvocato Lombardogarrani_avv_lombardi cerchi di far prevalere la moderazione, la popolazione locale, esasperata da anni di feroce sfruttamento, sotto la guida del carbonaro Gasparazzo fa giustizia sommaria di quindici notabili del paese. Richiamato sul posto dalle notizie della strage, Nino Bixio, fedele braccio destro di Garibaldi,giuseppe-garibaldi impone che siano fucilati l'avvocato Lombardo e cinque popolani coinvolti nella rivolta.

TRACCIA TEMATICA

Sulla scorta dell’interpretazione gramsciana del Risorgimento come rivoluzione agraria tradita (cioè l’unificazione italiana vista come processo di natura esclusivamente territoriale e istituzionale, risoltasi nell’annessione degli Stati della penisola da parte del Regno di Piemonte e che non ha intaccato i rapporti sociali segnati dal predominio della borghesia e dell'aristocrazia terriera a spese delle masse contadine) Vancini propone una pagina di storia poco conosciuta (non, però, del tutto ignorata, se pensiamo alla novella Libertà del giovanni_vergaVerga e ad alcuni accenni in opere storiografiche) e certamente dimenticata in fretta a causa dalla mitologia nazionale costruita attorno alla figura di Garibaldi. Il film mette chiaramente in luce i limiti e le insufficienze di tutte le forze in gioco: il proletariato rurale, privo di una teoria e di un progetto rivoluzionario, si abbandona ad una rivolta violenta e feroce (che richiama le tremende jacquerie medioevali), ma totalmente priva di realistici sbocchi politici e guidata per giunta dal rozzo e sanguinario Gasparazzo; Bixio_assassinoBixio rappresenta gli angusti orizzonti sociali del movimento garibaldino (la cui conquista militare dell’isola fu resa possibile da un compromesso con i ceti possidenti agrari, cui si garantiva il sostanziale mantenimento del potere politico ed economico); l’avvocato Lombardo, nella sua significativa solitudine, rappresenta la scarsa incidenza della borghesia liberale in un contesto di pesante arretratezza. 

VALUTAZIONE CRITICA

I momenti migliori del film sono quelli che lo racchiudono alle estremità: all’inizio la descrizione delle disumane condizioni di lavoro dei poveri contadini_sicilianicontadini siciliani, sprofondati nella miseria e oppressi dallo sfruttamento, ci immerge con efficace eloquenza in un contesto di degradazione che da solo può spiegare la sfrenata esplosione di violenza di cui si renderanno protagonisti questi disperati della terra; alla fine la drammatica sequenza della fucilazione dei rivoltosi, tremendamente conclusiva nel chiudere la vicenda all’insegna di un cupo e sconsolato pessimismo (la speranza di una reale liberazione dall’ingiustizia e dai soprusi si rivela per l’illusione che è: da quel momento per il meridionemeridione d’Italia tutto continuerà come prima). In mezzo ci sta una pellicola aspra e tesa, che sa coinvolgere e sconvolgere, ma sostanzialmente incapace di sottrarsi ad un’impostazione troppo schematica e didascalica, da lezione di storia nella quale i personaggi stentano a svincolarsi dal modello ideologico e socioculturale di cui si fanno portatori senza ambiguità e scarti. Mancano le sfumature e i chiaroscuri e su tutto finisce per prevalere l’intento di dimostrare in modo chiaro e incontrovertibile la tesi di fondo. E’ il difetto tipico di tanto Cinema italiano storico e politico di quegli anni, per il quale la comunicazione del messaggio s’impone su qualunque altra cosa.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI

Storia    A) L’impresa dei Mille di Garibaldi.garibaldi

               B) La figura di Nino Bixio.

               C) La società siciliana alla metà dell’Ottocento

Geografia  La Sicilia orientale e il catanese.

Italiano     La novella Libertà di Giovanni Verga.

Postato da: donmilani2008 a 09:42 | link | commenti (2)
recensioni, genocidi, controstoria

mercoledì, 12 marzo 2008
Un massacro mai raccontato

L' ECCIDIO DI BRONTE

 

In BronteBronte_massacro, il 1° agosto vi fu il primo esempio di come agivano i "liberatori" piemontesi. A Bronte esisteva la Ducea di Nelson, una specie di feudo di 25.000 ettari concesso da Ferdinando I all’ammiraglio Nelson,horatio_nelson come ricompensa per gli aiuti forniti al Reame nel 1799. Alle notizie delle avanzate garibaldine, i contadini insorsero contro i padroni delle terre, aizzati dai settari che, dovendo sollevare comunque dei tumulti, promettevano loro le terre secondo i proclami garibaldini. Essi insorsero il 2 agosto, commettendo violenze nei confronti dei notabili, saccheggiando e bruciandone le case. Furono uccisi una decina di "galantuomini". Cosicché il 4 agosto furono inviati a Bronte ottanta uomini della guardia nazionale,guardia_nazionale comandati dal questore Gaetano de Angelis, i quali però fraternizzarono con gli insorti, addirittura consentendo che venissero uccisi nella località detta Scialandro altri quattro "galantuomini". Garibaldi fu immediatamente sollecitato, con numerosi dispacci, dal console inglese che gli intimava di far rispettare la proprietà britannica della Ducea, e anche perché erano iniziate delle rivolte simili a Linguaglossa, Randazzo, Centuripe e Castiglione, confinanti con le proprietà inglesi. Fu cosí che per non danneggiare gli inglesi, Garibaldigaribaldi preoccupatissimo inviò il 6 agosto sei compagnie di soldati piemontesi e due battaglioni cacciatori, l’Etna e l’Alpi, al comando di NinoBixioNino Bixio. Queste orde circondarono il paese, ma poiché i rivoltosi erano già scappati, Bixio fece arrestare l’avvocato Nicolò Lombardo, ritenendolo arbitrariamente il capo dei rivoltosi e poi facendolo passare anche per reazionario borbonico, mentre invece era stato l’unico che aveva cercato di pacificare gli animi di tutti. Lo stesso giorno, 6 agosto, Bixio emise un decreto con il quale intimava la consegna di tutte le armi, l’esautorazione delle autorità comunali, la condanna a morte dei responsabili delle rivolte e una tassa di guerra per ogni ora trascorsa fino alla "pacificazione" della cittadina. Bixio si rivelò in questa vicenda un feroce assassino.Bixio_assassino Per terrorizzare ulteriormente i cittadini, eccidio_di_bronteuccise personalmente a sangue freddo un notabile che stava protestando per i suoi metodi. Nei giorni successivi raccolse piú di 350 tipi di armi e incriminò altre quattro persone, tra le quali un insano di mente. Il giorno 9 vi fu un processo farsa che condannò a morte i cinque imprigionati, che erano del tutto innocenti e che fece fucilare spietatamente il giorno successivo. nino_bixioPer ammonizione, all'uso piemontese, i cadaveri furono lasciati esposti al pubblico insepolti. Bixio ripartí il giorno dopo portando con sé un centinaio di prigionieri presi indiscriminatamente tra gli abitanti. La Sicilia, nel frattempo, venne posta praticamente in stato d'assedio dalla flotta piemontese, con l’aiuto delle navi francesi ed inglesi, che effettuarono un blocco dei porti e delle coste, causando il crollo dei commerci marittimi e di ogni altra attività produttiva dell’isola.

Postato da: donmilani2008 a 20:49 | link | commenti (2)
genocidi, questione meridionale, controstoria, meridionalismo, interventi e riflessioni

venerdì, 07 marzo 2008
Si stava meglio quando si stava "peggio"

I PRIMATI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Bandiera_del_Regno_delle_Due_Sicilie

INDUSTRIA:

     - Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;
     - Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;

pietrarsa


ECONOMIA:

  • Bonifica della Terra di Lavoro;Terra_di_Lavoro
  • Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
  • Minor tasso di sconto (5%);
  • Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
  • Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, A. Genovesi, 1754);
  • Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale;
  • Maggior numero di società per azioni in Italia;
  • Miglior finanza pubblica in Italia; ecco lo schema al 1860 (in milioni di lire-oro):
    - Regno delle Due Sicilie: 443, 2mappa_del_regno_delle_due_sicilie
    - Lombardia: 8,1
    - Veneto: 12,7
    - Ducato di Modena: 0,4
    - Parma e Piacenza: 1,2
    - Stato Pontificio: 90,6
    - Regno di Sardegna: 27
    - Granducato di Toscana: 84,2
  • Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo);
  • Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
  • Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
  • Prima nave a vapore del Mediterraneo;prima_nave_a_vapore_ferdinandoI
  • Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
  • Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani;
  • La più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);porto_di_castellammare
  • La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
  • Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
  • Minor tasso di sconto (5%);
  • Prima Nave da guerra a vapore d'Italia (pirofregata "Ercole"), varata a Castellammare;castellammare_varo_nave_a_vapore
  • Prima Nave da crociera in Europa ("Francesco I");
  • Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l'America (il "Sicilia", 26 giorni impiegati);
  • Prima nave ad elica ("Monarca") in Italia varata a Castellammare;
  • Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
  • Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
  • Primo Premio Internazionale per la Produzione di vecchio_pastificioPasta (Mostra Industriale di Parigi);
  • Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi).

GIURISPRUDENZA- ORGANIZZAZIONE MILITARE:

  • Promulgazione del primo Codice Marittimo italiano;
  • Primo codice militare;
  • Istituzione della motivazione delle sentenze (G. Filangieri, 1774);
  • Istituzione dei Collegi Militari (Nunziatella);sede_della_nunziatella
  • Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi.


SOCIETÀ, SCIENZA E CULTURA:

  • Prima assegnazione di "Case Popolari" in Italia (San Leucio presso Caserta);san_leucio
  • Primo Cimitero italiano per poveri (il "Cimitero delle 366 fosse", nei pressi di Poggioreale);
  • Primo Piano Regolatore in Italia, per la Città di Napoli;
  • Cattedra di Psichiatria;
  • Cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche;
  • Gabinetto di Fisica del Re;
  • Osservatorio sismologico osservatorio_vesuvianovesuviano (primo nel mondo), con annessa stazione metereologica;
  • Officina dei Papiri di Ercolano;
  • La più alta percentuale di medici per abitante in Italia;
  • Più basso tasso di mortalità infantile in Italia;
  • Prima cattedra di Astronomia;
  • Accademia di Architettura. una delle prime e più prestigiose in Europa;
  • Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare;
  • Primo istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
  • Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;pompei-ercolano
  • Primo Atlante Marittimo nel mondo (G. Antonio Rizzi Zannoni, "Atlante Marittimo delle Due Sicilie");
  • Primo Museo Mineralogico del mondo;
  • Primo "Orto Botanico" in Italia a Napoli;
  • Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte;
  • Primo Centro Sismologico in Italia presso il Vesuvio;
  • Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglio;
  • Primo tra gli Stati Italiani per numero di Orfanatrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza;
  • Primo istituto italiano per sordomuti;
  • Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo;scuola_di_ballo_del_SanCarlo
  • Prima Città d'Italia per numero di Teatri (Napoli);
  • Prima Città d'Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli);
  • Prima Città d'Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli);
  • Scuola pittorica di Posillipo (da cui uscì, fra gli altri, G. Gigante);
  • Le celeberrime fabbriche di ceramica e porcellana, fra cui quella di Capodimonte;piattotarantella_di_Capodimonte
  • Teatro S. Carlo (il primo nel mondo), ricostruito dopo un incendio in soli 270 giorni;
  • Scuola musicale napoletana (Paisiello, Cimarosa, Scarlatti);
  • I palazzi reali.

Fonte: http://www.realcasadiborbone.it

***

UN COMMENTO di L. G.

La lettura di questo lungo elenco di prestigiosi primati detenuti dal Regno delle Due SicilieSudItaly suscita inevitabilmente un senso di amara tristezza e una sorta di nostalgia dolorosa, mista a rabbia, orgoglio e indignazione. Ci si rende conto di quanto fosse notevole e impareggiabile lo splendore di un Regno come quello di Napoli e dei Borbone. Uno Stato ricco, potente e attrezzato, pacifico e felice, come pochi altri in Europa e nel mondo. Regno_delle_Due_SicilieUno Stato progredito e organizzato anche sul versante assistenziale e sociale, in grado di rivolgere un'encomiabile attenzione e sensibilità verso le questioni sociali, verso le condizioni di difficoltà e di bisogno in cui versavano i ceti più umili e meno abbienti. Un Regno talmente ricco e avanzato da fare letteralmente invidia, concorrenza e gola ad altri Regni, tra cui le massime superpotenze dell'epoca, Inghilterra e Francia, ma soprattutto al vorace e invidioso staterello regno_sardosardo-piemontese, governato dalla più squallida, feroce e retrograda dinastia del tempo:  i Savoia. Più francesi che italioti, dunque bastardi, i Savoia erano i sovrani più rozzi, codini e ignoranti in circolazione, immorali e spietati, avidi, meschini e venali, quanto sciocchi e vanitosi, veri e propri barbari assetati di potere e di averi, estremamente arretrati e forcaioli rispetto alla più evoluta e liberale dinastia borbonica. Una monarchia alquanto illuminata, colta e raffinata, all'avanguardia in Europa e nel mondo. Naturalmente, questa sorta di esaltazione filo-borbonica e filo-meridionalistica non deve essere equivocata banalmente come una presa di posizione astrattamente apologetica e celebrativa, tanto meno cieca e aprioristica, derivante da sentimenti di tipo nostalgico e reazionario. Al contrario, deve essere intesa come la constatazione di una regno2sicilieserie di dati di fatto molto concreti che si evincono anche (ma non solo) dall'acquisizione e dalla valutazione critica delle inconfutabili cifre sopra riportate, che attestano il notevole grado di progresso civile e culturale, di ricchezza e di sviluppo economico, di benessere sociale, raggiunto dal Regno di Napoli. Su tale argomento vale la pena di soffermarsi ulteriormente, in maniera più approfondita e dettagliata, in qualche altro post. Al prossimo aggiornamento.

Lucio Garofalo

Postato da: donmilani2008 a 11:35 | link | commenti (2)
questione meridionale, meridionalismo, interventi e riflessioni

giovedì, 06 marzo 2008
Giuseppe tra i briganti con fantasia

Dal documento “I fatti del novantanove” di Angelo Colantuono (www.storiadilioni.it)...

…Non è una leggenda metropolitana e neppure un’esagerazione. L’informazione viene da una fonte assolutamente degna di fede, il Libro dei Morti dell’archivio parrocchiale di lioniLioni. Ecco il testo completo: «20 agosto. E’ morto ucciso a colpi di fucilate il famoso brigante Rocco Verderosa, il quale non ha ricevuto alcun sagramento né avea adempiuto al precetto pasquale; e per essere morto in notorio peccato mortale per le tante scelleraggini e delitti commessi, per ordine della Corte gli è stata recisa la testa, le braccia e le gambe, ed il suo cadavereBRIGANTE_UCCISO è stato dato alle fiamme nel largo della Croce in presenza di molto popolo». E ancora, sotto la stessa data: «E’ morto ucciso a colpi di fucilate il famoso brigante Francesco Verderosa, marito di Marianna di Paolo, il quale per essere morto in notorio peccato mortale per le tante scelleraggini commesse, per ordine della Corte il cadavere è stato dato alle fiamme nel largo della Croce, dopo la recisione della testa, braccia e piedi, in presenza di molto popolo».

…alla fervida fantasia di Giuseppe Santoli, alunno della  3^A

 

          L’ESECUZIONE DEL VERDEROSA
La fulva vampa del rogorogo di Francesco Verderosa crepitava e innalzava verso il cielo i suoi sprazzi luminosi. Essi provenivano dalle sterpi e dalla legna secca che ardevano sul pavimento annerito della piazza, avvolgendo completamente le pallide ed esili spoglie del brigante. E illuminavano i volti madidi di sudore della gente che guardava il corpo del Verderosa consumarsi lentamente e mutarsi in cenere: chi con un ghigno di soddisfazione, chi con lo sguardo afflitto e piantolacrimante, chi nauseato per il macabro spettacolo e per la crudeltà che lo Stato aveva dimostrato verso gli oppositori  alla sua amministrazione incompetente. L’aria era calda e irrespirabile a causa dei rogofumi neri che si diffondevano nella piazza spandendo un odore acre e fastidioso. Il cielo era buio e nuvoloso e sembrava  essersi chiuso a quella crudeltà disumana per piangere in silenzio l’ennesimo uomo martoriato a causa dei suoi ideali. Tutto intorno era tacito, le uniche cose che spezzavano la requie austera erano gli strazianti gemiti della moglie del brigante, Paola, chinata davanti al fuoco con gli occhi grondanti di lacrime che le scendevano sui delicati zigomi, riflettendo il caldo scintillio del fuoco.

Postato da: donmilani2008 a 14:12 | link | commenti (3)
briganti e brigantesse, testi letterari

domenica, 02 marzo 2008
Sulla Questione meridionale

Nel linguaggio storico-politico indica il divario economico, civile e culturale tra il Sudsud_italia e il resto d’Italia. La percezione dell’arretratezza meridionale si può fare risalire agli illuministi meridionali del Settecento che tracciarono alcune coordinate nell’analisi dei problemi del Mezzogiorno entro le quali si sviluppò un’originale riflessione. Fu soprattutto filangierGaetano Filangieri a indicare nel predominio sociale ed economico del feudalesimo, con la corrispettiva debolezza della forza etica e istituzionale dello stato, la causa fondamentale del ritardo del Sud, visibile nella diffusione del latifondo scarsamente produttivo, nella miseria delle popolazioni contadine e nella mancanza di un ceto medio imprenditoriale. La questione meridionale emerse compiutamente dopo l’unità d’Italia nell’analisi condotta da PasqualeVillariPasquale Villari (Lettere meridionali, 1861) e nelle inchieste parlamentari di Sonnino e Franchetti sulla Sicilia del 1876. La denuncia delle origini sociali del problema, insieme con la ricerca delle soluzioni, dimostrarono come non fossero sufficienti gli strumenti approntati dallo stato unitario, tanto meno quelli meramente repressivi adottati per sconfiggere il brigantaggio. Da queste analisi scaturiva l’appello a interventi positivi che ripianassero il divario Nord/Sud, spezzando il latifondo, favorendo la piccola proprietà contadina e riducendo il centralismo dello stato. I governi presieduti da Giolittigiovanni_giolitti furono i primi ad approvare leggi straordinarie con cui furono finanziati grandi lavori pubblici per infrastrutture in Puglia, a Napoli e in Basilicata, che, però, non furono del tutto efficaci, mentre l’emigrazione di milioni di contadini si presentava contemporaneamente come la reazione fisiologica alla miseria delle campagne meridionali. Una successiva corrente di meridionalisti di ispirazione radicale (Giustino Fortunato, Antonio De Viti De Marco, dorsoGuido Dorso) e socialista dissidente (Gaetano Salvemini) spostava su un piano generale il dibattito, imprimendogli un carattere di denuncia contro il protezionismo, giudicato lo strumento iniquo con cui lo stato aveva finanziato le industrie al Nord penalizzando il Sud agricolo, e contro la politica di Giolitti, accusato da Salveminisalvemini di usare strumenti arcaici e persino illegali per raccogliere i voti controllati dagli agrari. Nel secondo dopoguerra la questione meridionale tornò al centro della discussione politica. Un gruppo di meridionalisti di formazione laica e radicale (Mario Rossi Doria) trovò convergenze con il meridionalismo tecnocratico cattolico (P. Saraceno), inducendo il governo a nuovi interventi pubblici nel Sud (istituzione della Cassa per il Mezzogiorno, 1950, riforma agraria, 1950-52). Il movimento comunista sviluppò le intuizioni di Antonio Gramsci,antonio_gramsci che aveva enucleato un’originale riflessione storica sul rapporto tra lo sviluppo capitalistico del Nord e l’arretratezza delle campagne meridionali, finalizzata a saldare un legame militante tra classe operaia settentrionale e classe contadina meridionale. Negli anni Sessanta prese slancio la seconda fase della politica meridionale collegata ai governi di centrosinistra, che portò alla creazione di alcuni poli industriali a Napoli (Alfa Sud di Pomigliano), a Taranto (siderurgia), a Gela (petrolchimico) e in alcuni centri della Sardegna. Le potenzialità di questi interventi vennero rallentate dalle congiunture internazionali, dalla mancanza di un tessuto industriale diffuso e dall’intreccio tra politica e criminalità organizzata.

Postato da: donmilani2008 a 14:11 | link | commenti (6)
questione meridionale, meridionalismo, interventi e riflessioni

mercoledì, 27 febbraio 2008
La fantasia al potere

Continua la produzione di testi letterari a cura degli alunnialunni  della 3^A

Alunni Autori: Federica Di Giovanni - Trombino Mariaida – Francesco Fischetti

 

Dal documento “I fatti del novantanove” di Angelo Colantuono www.storiadilioni.it, immesso nei link dal nostro straordinario “blogghista”, maestro Lucio Garofalo

 

… 20 agosto. brigante_per_amoreÈ morto ucciso a colpi di fucilate il famoso brigante Rocco Verderosa, il quale non ha ricevuto nessun sagramento né avea adempiuto al precetto pasquale; e per essere morto in notorio peccato mortale per le tante scelleraggini  e delitti commessi, per ordine della Corte gli è stata recisa la testa, le braccia e le gambe, e il suo cadavere è stato dato alla fiamme  nel largo della Croce in presenza di molto popolo...

 

LE ULTIME PAROLE DI ROCCO VERDEROSA FURONO…

Autori: Federica Di Giovanni - Trombino Mariaida – Francesco Fischettiuna_vita_da_Brigante

 

20 agosto 1807

 

Rocco Verderosa trascorre le ultime ore della sua vita in una cella oscura e ripugnante ripercorrendo con la mente  gli episodi che hanno segnato la sua vita, ripensando a tutte le esperienze che lo hanno portato a condurre una vita come la sua… Una vita da brigante!

E ora, sul UN_BRIGANTEpunto di morte, continuo a sostenere le mie idee, a portare avanti i miei pensieri e i principi in cui credo. Nonostante questa tragica fine, nonostante le torture subite, nonostante le tante sofferenze, posso dire di essere orgoglioso di me stesso e di tutto ciò che ho fatto.

 

Eppur mi sembra strano, ritrovarmi qui, dopo anni e anni di gloria, dopo esser sfuggito a numerosi attacchi, sfociati in carneficine cruente. Sono  sempre stato io il migliore, quello che si distingueva dagli altri per l’astuzia, la forza e il coraggio, a prevalere su tutto e  tutti. 

 

E anche se in fondo credo che questa battagliaScontro_tra_Piemontesi_e_briganti avrebbero dovuto combatterla coloro che ne avevano la possibilità e l’autorità, spero che questo movimento continui e spero anche che i miei compagni riescano davvero a salvare la patria oltre che se stessi.

 

Ormai i miei giorni volgono al termine e non so neanche se qualcuno mi ricorderà, se qualcun’altro piangerà per me, né se qualcuno sarà felice della mia fine, fatto sta che al mio posto dovrebbero esserci altre persone.BRIGANTE_UCCISO

 

Ma ormai non ho più voglia di ribellarmi.

Questa è stata la ricompensa per aver voluto fortemente il bene del mio Paese…

...la mia stessa vita!

STAC!!! Un colpo secco di ghigliottina.

Postato da: donmilani2008 a 19:08 | link | commenti (1)
briganti e brigantesse, testi letterari

martedì, 26 febbraio 2008
Tra i Briganti con fantasia

Dopo tante ricerche alunnidiamo sfogo alla nostra creatività mescolando fantasia e notizie storiche. Inventiamo un testo in cui immaginiamo che cosa abbia potuto scrivere il brigante Antonio Franco alla sua compagna Teresa Ciminelli.

LE ALUNNE della classe 3^A:

Annalinda Tarantino, Nicolle De Vitto, Antonella Gallo, Rosaura Petito

 

Lettera

 

Cara Teresa,

non ho trovato altri modi per contattarti se non brigantequello di scriverti una lettera.

Devo comunicarti delle informazioni importanti.

Una di queste è che dobbiamo trovare un rifugio dove poter stare al sicuro dai briganti nemici.

Dovremo, purtroppo, combattere contro i briganti che una volta erano i nostri compagni  e che ora  si sono trasformati in traditori.

Ci vediamo al solito posto, nella”selva oscura", che tu conosci molto bene; non c’è tempo da perdere, questa volta siamo davvero in serie difficoltà.ninconanco

Qui siamo in brutte condizioni, non mangiamo da un bel po’ di giorni.

L’altro ieri ho visto Ninco  Nanco, era ridotto proprio male!

I suoi abiti  erano  ormai degli stracci; il suo corpo sembrava consumato e, pensa, in un primo momento non l’avevo neppure riconosciuto!

Che pietà, non riusciva a tenere le proprie armi in pugno!

Spero che  qualcuno ci aiuterà  per  evitare di arrivare a questa  sua stessa condizione.BandaDiFranco

Se proprio vuoi sapere come la penso questo è solo l’inizio di una lunga guerra di cui  non  riesco a immaginare la fine.

Cara Teresa, mi mancano le tue  attenzioni; mi mancano le tue cene e i tuoi pranzi semplici che mi preparavi, ma soprattutto quei ragionamenti che facevamo  seduti al tavolo con i nostri compagni di avventura.

Ora vivo  solo e mi nutro della speranza di  poter riassaporare  quei  bei momenti trascorsi insieme.

Mi raccomando, oggi cerca di non mancare all’incontro.

                                                                                   

Ti mando un abbraccio fortissimo

Tuo  per sempre

Antonio Franco

"Brigantesse" Teresa e Serafina CIMINELLI

 

 

 

Teresa CIMINELLI

appartenente alla banda di Antonio Franco

(nella foto)

Serafina CIMINELLI

di Maurizio Restivo

 

Nata nel 1845 a Francavilla in Sinni da Domenico e Maria Luigia Ferrara, Serafina Ciminelli seguendo le orme del padre, della madre e della sorella Teresa, si unì, ancora giovanissima, al famigerato Giuseppe Antonio Franco,BandaDiFranco sanguinario e gigantesco capobanda, che per anni seminò il terrore nel Lagonegrese. Ella lo segui ovunque nel suo pericoloso cammino, si adattò al suo uomo, alla sua vita, ai disagi e ai pericoli che per il brigante crescevano di giorno in giorno. Per l'amore sviscerato che nutriva nei confronti del Franco, Serafina convinse anche il suo giovane fratello Fiore, appena quindicenne, ad aggregarsi alla banda e a prendere la via dei boschi. Per circa tre anni dimorò tra le folte selve del Caramola e del Pollino partecipando attivamente alle varie incursioni della banda sia sul territorio lucano che su quello calabrese... Dopo tante scorrerie Serafina ed il suo uomo, ormai braccati da ogni parte, tentarono di espatriare insieme con pochi fedeli confidando ingenuamente nell'amicizia che li legava al guardia_nazionalecapitano della Guardia Nazionale di Latronico tale Luigi Gesualdi che in tante occasioni li aveva protetti. In attesa dei passaporti falsi, verso la fine del mese di dicembre del 1865, si rifugiarono, quindi, tramite il Gesualdi, in casa di tale Venanzio Zambrotti in Lagonegro, dove furono catturati dalle forze dell'ordine dopo una violenta colluttazione. Condotti immediatamente a Potenza, Serafina fu condannata a quindici anni di lavori forzati, suo fratello Fiore ai lavori forzati a vita, mentre Giuseppe Antonio Franco fu fucilato il 30 dicembre del 1865 sulla collina di Monte Reale. Anche se il Franco si raccomandò al sacerdote che lo confessò prima di morire perché avesse cura della sua donna, è da dire che nessuno si occupò di lei, che morì sola ed abbandonata da tutti appena ventunenne nel carcere di Potenza il 12 novembre 1866 per setticemia procurata da un ascesso nella zona perineale.

da: "RITRATTI DI BRIGANTESSE Il dramma della disperazione" - Piero Lacaita Editore - 1997

Foto da: "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania Bella

Postato da: donmilani2008 a 19:30 | link | commenti (11)
briganti e brigantesse, testi letterari